Facebook Linkedin
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

La sicurezza alimentare nel prossimo futuro

 In News

Come l’approccio alla normativa, standard privati e sostenibilità impatterà sulle aziende 

Quando parliamo di sicurezza alimentare la nostra mente fa spesso riferimento ai piani HACCP , piani FSP , standard volontari di certificazione come ad esempio BRCGS Food , IFS Food e FSSC 22000 .

Tuttavia oggi e sicuramente nel prossimo futuro questa concezione è destinata a cambiare e non poco.

Su questo argomento abbiamo già pubblicato un precedente articolo consultabile a questo link 

Un nuovo approccio all’analisi del rischio 

La valutazione del rischio per la sicurezza alimentare lungo la filiera alimentare ma anche del packaging alimentare è un processo complesso e di vitale importanza per le aziende. 

Rappresenta infatti, usando termini automobilistici, il telaio di una vettura.

Più si esigono prestazioni dalla nostra azienda in termini di sicurezza legalità, qualità e autenticità, più il nostro “telaio” deve essere ben realizzato altrimenti tutti i nostri sforzi professionali saranno nel tempo vanificati da un errore di fondo, la famosa root cause , ovvero un’analisi dei rischi realizzato in modo approssimativo, un “telaio” realizzato male.  

L’analisi dei rischi è inoltre uno strumento per definire concretamente ed in modo oggettivo i “costi” della sicurezza alimentare, aspetto che la maggior parte delle aziende ignora. 

Un esempio: pensate solo alle NC emerse negli audit GFSI e che impongono in 28 giorni la loro chiusura, pena la perdita del certificato. Accumulare 2 NC o 10 cambia notevolmente il numero di risorse da impiegare in 28 giorni. 

La sicurezza alimentare parte della conoscenza nel panorama normativo 

La sicurezza alimentare va a pari passo con il termine “competenza” e questa a sua volta si fonda sulla “conoscenza” del panorama normativo nel quale l’azienda vive. 

In questa visione si inserisce anche un aspetto fondamentale che è il contesto aziendale, molto caro alle norme volontarie ISO, in primis lo standard ISO 9001 , norma poco valorizzata ormai nel mondo food e packaging ma ottima ai fine della visione strategica dell’impresa. 

Conoscere il panorama normativo è fondamentale e conduce alla corretta valutazione del rischio attraverso in 3 macro fasi: 

la valutazione del rischio; 

la gestione del rischio; 

la comunicazione del rischio. 

Questo principio di lavoro richiamato in molte normative cogenti che si basano come forma mentis sul codex, lo ritroviamo anche negli schemi privati come BRCGS, IFS e FSSC22000, proprio quegli schemi approvati dal GFSI a livello mondiale. 

La cultura della qualità come elemento cogente di crescita 

Un altro fattore di cambiamento in questo importante aspetto della vita aziendale è sicuramente la pubblicazione del Regolamento UE 2021/382 che pone le basi strutturali alla modifica dei regolamenti di igiene alimentare.

Il Regolamento introduce infatti importanti modifiche all’interno del regolamento (CE) n. 852/2004 in quanto recepisce i nuovi principi sanciti dal Codex Alimentarius CXC 80-2020 pubblicato appunto nel corso del 2020 ovvero: 

Tutti aspetti che guarda caso erano già parte integrante degli schemi volontari di certificazione approvati dal GFSI e che a questo punto passano da uno stato di “volontarietà” a quello di cogenza per le imprese. 

L’aspetto a più alto impatto è sicuramente legato allo sviluppo di un concetto della cultura della qualità e sicurezza alimentare ovvero, introdurre una visione e una mentalità che sviluppi un approccio propositivo verso la qualità e la sicurezza dei prodotti. 

Il percorso è tutt’altro che semplice e prevede alla base un forte impegno da parte della direzione, altro concetto fondamentale nelle norme ISO, nell’ aumentare la consapevolezza e migliorare i comportamenti del personale operante negli stabilimenti alimentari. 

 

Cosa significa davvero cultura della qualità 

Il Global Food Safety Initiative (GFSI) ha definito la Cultura della sicurezza alimentare come “I valori condivisi, le opinioni e le regole che influenzano la mentalità e il comportamento nei confronti della sicurezza alimentare attraverso e all’interno di un’organizzazione”.  

Una definizione fortemente empatica che nasconde fattori fondamentali che devono essere alla base dei moderni processi per la sicurezza alimentare. 

È la direzione, sulla base dei propri obiettivi e della propria politica della qualità e della sicurezza alimentare, a stabilire i requisiti e le aspettative nei confronti della sicurezza alimentare e della qualità.  

Di concerto tutte le funzioni aziendali saranno chiamate a comprendere e assimilare queste aspettative, rendendole procedure operative.  Nell’implementare di un piano per la cultura della sicurezza alimentare, la presenza di politiche e dichiarazioni di impegno non sono infatti sufficienti, è necessario agire, concretamente. In questo percorso rappresentano un fattore decisivo i metodi di comunicazione, impostare un programma di coinvolgimento interno, dare l’opportunità di espressione libera.   

 

L’impatto del cambiamento climatico sulla sicurezza alimentare 

Lo scenario della sicurezza alimentare lungo la filiera alimentare e del packaging alimentare sta velocemente cambiando anche a causa di fattori che non vediamo in modo così diretto ma che in linea di azione possono avere impatti ben più gravi sulla nostra salute. 

Negli ultimi anni abbiamo infatti compreso come gli effetti a lungo termine sulla temperatura, umidità, precipitazioni, la frequenza di eventi meteorologici estremi influenzano le pratiche agricole, la produzione agricola e la qualità nutrizionale delle colture alimentari. 

Qualche mese fa abbiamo analizzato uno speciale documento del IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) “Rapporto speciale sul riscaldamento globale a 1,5°C (SR15)”, pubblicato a seguito della sua 48°edizione del 1-6 ottobre. 

In questa simulazione il IPCC illustrava come gli impatti del cambiamento climatico sarebbero importanti e significatici: il livello dei mari si innalzerebbe di circa 10cm causando un cambiamento permanente sull’ecosistema marino con impatti sulla pesca e sulle comunità che basano la loro economia sulla pesca. 

Un aumento di circa 2°C della temperatura media del globo causerebbe inoltre lo scongelamento di circa 1,5-2,5 milioni di chilometri quadrati di permafrost causando il rilascio metano, uno dei gas serra. Gli ecosistemi marini saranno colpiti dall’acidificazione e dal riscaldamento degli oceani.  

La biodiversità si ridurrebbe del 16% per le piante, all’8% per i vertebrati e al triplo, il 18% per gli insetti. Creando scompenso su tutto il settore agricolo (molto forte, ad esempio in Italia con le sue DOP e IGP) 

 

Anche la biodiversità degli insetti potrebbe causare problemi anche alla salute umana, l’aumento della temperatura media causerebbe un aumento del numero di zanzare che trasportano malattie come la malaria, così come il bestiame che, a seguito del peggioramento della qualità e quantità di foraggio, peggiorerebbero la loro resa in termini di risorse per gli esseri umani. 

 

Tutto questo è più che una teoria, molti effetti sono già visibili e questo punto la domanda è: 

la nostra analisi dei rischi è ancora valida o meglio il nostro “telaio” è pronto a supportare una modifica strutturale così impostante? Se non lo è i primi sintomi saranno: 

  • inadeguatezza delle risposte fornite al mercato 
  • aumento dei costi per la gestione della qualità e sicurezza alimentare 
  • perdita di competitività 

 

A livello normativo sia cogente che volontario il legislatore si sta muovendo ma non sempre in modo armonizzato fra i vari paesi, spetta quindi a noi come aziende valutare tutti gli strumenti, le fonti e le informazioni, per creare la strada migliore verso una crescita sostenibile. 

Questo grande cambiamento verso il quale siamo tutti tenuti a confrontarci è la nuova sfida della nostra generazione, come lo fu la guerra per i nostri avi ma questa sfida deve spaventare solo chi non ha le competenze adeguate, per tutti gli altri sarà un motivo di grande crescita professionale e personale. 

 

MV CONSULTING Srl è una società di consulenza specializzata nel settore alimentare e dei materiali a contatto alimentare a livello internazionale. L’esperienza e la competenza dei suoi consulenti, maturata in contesti industriali, può aiutarti ad affrontare in modo professionale ogni progetto.

MV CONSULTING Srl è già la scelta di importanti realtà industriali del mondo produttivo e distributivo alimentare e di materiali a contatto alimentare. Confrontati con un  nostro consulente e scopri il nostro valore.

Informazioni sull’autore: Marco Valerio Francone

© MV CONSULTING srl – Diritti Riservati

Richiedi maggiori informazioni ai nostri consulenti

Immagine Articolo 7 Novembre MvArticolo 28 Novembre