IL GLUTEN FREE nel mercato USA, il rapporto di FDA

I prodotti gluten free sono una realtà di notevole impatto economico in molti mercati fra i quali anche quello USA.

I prodotti gluten free sono stati già in passato oggetto di un’importante revisione normativa da parte di FDA, sui termini di etichettatura.

Ma quali sono realmente i rischi per i consumatori celiaci sul consumo di alimenti gluten free?

A distanza di circa 4 anni e più precisamente il 30 marzo 2017, la Food and Drug Administration ha reso pubblico un documento riassuntivo sui risultati dei campionamenti condotti su tre categorie merceologiche di prodotto più a rischio (cereali, barrette ai cereali e farine) vantanti in l’indicazione “Gluten-Free”.

I campionamenti ed i test eseguiti su 702 campioni di prodotto eseguiti tra il 2015 e il 2016 hanno mostrato un alto livello di conformità alla normativa cogente in materia di utilizzo dell’indicazione gluten-free con più del 99,5% dei campioni aventi un livello di glutine < 20 ppm in conformità alle prescrizioni di legge.

Perché proprio queste tre categorie merceologiche?

Secondo fonti sia scientifiche che statistiche, i cereali e di concerto i loro diretti derivati, sono fra i prodotti alimentari più soggetti a contaminazioni. I rischi sono da ricercare nella natura stessa del prodotto ovvero nella possibilità che direttamente in campo siano presenti contaminazioni puntiformi dovute a specie vegetali contaminanti quali frumento, segale, ecc…

Ulteriore fonte di rischio sono le fasi di raccolta che ancora una volta se non eseguite correttamente e/o in maniera dedicata possono causare una contaminazione da glutine crociata. Infine i processi di molitura dei cereali con possibili rischi legati alla produzione promiscua.

In merito invece al termine “Gluten free”, il 5 agosto 2013 è stato normato da FDA per la prima volta, con l’emissione della “final rule” nella quale sono definiti i criteri per l’utilizzo su base volontaria dell’indicazione, con data di conformità per tutte le aziende riportanti tale indicazione in etichetta fissata al 5 agosto 2014.

Lo scopo dell’emissione della norma è stato quello di standardizzare l’utilizzo dell’indicazione sull’etichetta e quindi, di fatto, migliorare le informazioni a disposizione del consumatore, con conseguenti benefici per i soggetti affetti da celiachia.

Venendo all’aspetto prescrittivo, gli alimenti “Gluten-free” possono, su base volontaria, riportare uno tra i seguenti termini:

  • “Gluten-free”
  • “No gluten”
  • “Free of gluten”
  • Without gluten”

FDA ha stabilito come criterio per includere su base volontaria tali indicazioni sulle etichette dei prodotti, un contenuto di glutine nell’alimento inferiore a 20 ppm, determinato con metodi analitici scientificamente convalidati. Questo limite è il medesimo utilizzato anche dall’Unione Europea già dal 2009 con il Regolamento CE 41/2009, abrogato dal recente Regolamento UE 828/2014 relativo alle prescrizioni riguardanti l’informazione dei consumatori sull’assenza di glutine o sulla sua presenza in misura ridotta negli alimenti.

Alimenti che possono essere etichettati “Gluten-free”

L’utilizzo del termine gluten free è stato autorizzato sia gli alimenti specificatamente realizzati per avere un contenuto inferiore a 20 pmm (è il caso di quegli alimenti dove alcuni ingredienti sono stati sostituiti o modificati), sia per quei prodotti che sono naturalmente privi di glutine. In entrambi i casi la denominazione Gluten free può essere utilizzata a corredo della denominazione dell’alimento. La sola limitazione sta nell’aver rispettato e applicato selettivamente un processo che garantisca una quantità finale di glutine inferiore a 20 ppm (contenuto di glutine < 20 ppm).

Esistono delle limitazioni?

Il regolamento emanato il 30 marzo 2017 da FDA, è applicabile soltanto a tutti i prodotti che rientrano sotto la giurisdizione di FDA, il che NON include:

  • Carni, pollame ed alcune tipologie di ovo-prodotti (regolati da USDA);
  • La maggior parte delle bevande alcoliche (regolate da TTB)

Queste tipologie di prodotti sono quindi normate verticalmente.

Dove va posizionata la dicitura Gluten free?

Il regolamento emanato il 30 marzo 2017 da FDA non richiede particolari obblighi in tema di presentazione dell’indicazione “Gluten-Free”. La scelta del posizionamento spetta quindi al produttore il quale tuttavia deve rispettare le indicazioni di base in merito alla presentazione del prodotto al consumatore e quindi l’inserimento dell’indicazione non deve inficiare o interferire con le altre prescrizioni applicabili in materia di etichettatura. Da sempre è consigliabile l’inserimento della suddetta a seguito della denominazione del prodotto al fine di dare un seguito alla sua identificazione.

Inoltre il produttore può scegliere di includere specifici loghi nelle proprie etichette previsti in caso di adesione a programmi di certificazione privati, quali ad esempio il GFCO anche se FDA non ha accreditato o raccomandato nessun particolare standard di certificazione privato “Gluten-free” di terza parte.

Emanuele Tizzanini

Food Consultant MV CONSULTING s.r.l.

 

Link Utili:

GFCP: Gluten Free Certification Organization – USA

GFCP: Gluten Free Certification Program – CANADA

FDA: Food Guidance Information Allergens

FDA: Code of Federal Regulations Title 21, Volume 2

Gluten Free Food Product Surveillance Sampling

HARPC – USA

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