FAQ SUI PROCESSI DI SANIFICAZIONE COVID19 PER LE INDUSTRIE - MV Consulting

FAQ SUI PROCESSI DI SANIFICAZIONE COVID19 PER LE INDUSTRIEFacciamo il punto su alcune domande poste in queste settimane

I processi di sanificazione covid19, previsti dal Protocollo nazionale per il contenimento del Sars-Cov2 o più comunemente conosciuto come COVID19, sono oggetto di grande discussione in questo periodo. Nelle ultime settimane sono state molte le domande sui processi di sanificazione che ci sono state poste da lettori, clienti o semplicemente da aziende che devono effettuare questa operazione.

In questo articolo abbiamo fatto un sunto delle principali FAQ sui processi di sanificazione covid19 con lo scopo di fornire alcune risposte.

Sanificazione e disinfezione che differenza c’è?

Chiariamo da subito che i processi di sanificazione e i processi di disinfezione sono due processi differenti e con finalità differenti.

  • La “disinfezione” è un complesso dei procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti confinati e aree di pertinenza mediante la distruzione o inattivazione di microrganismi patogeni, si tratta quindi di un processo mirato spesso ad una specifica classe di microrganismi e quindi necessita di prodotti specifici. La pulizia e disinfezione peraltro può essere effettuata direttamente ed in autonomia interna da parte delle Imprese e delle strutture operative e commerciali in fase di riapertura e di prosecuzione.
  • La “sanificazione” è invece un complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante l’attività di pulizia e/o di disinfezione e/o di disinfestazione ovvero mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l’illuminazione e il rumore. Si tratta quindi di un processo più generale e che richiama un ventaglio complesso di attività (tra cui si può trovare anche la disinfezione) con scopi specifici ed il cui obiettivo generale è il miglioramento delle condizioni igienico/sanitarie. Di solito il piano previsto si colloca come protocollo integrativo al DVR aziendale.

I processi di sanificazione generalmente consistono in una successione di azioni prima di pulizia e quindi di disinfezione e/o disinfestazione, eseguibili sia da Imprese di pulizia che da Imprese di Disinfestazione e Derattizzazione, e sono erogabili soltanto dalle Imprese regolarmente iscritte alla competente Camera di Commercio, nel Registro provinciale delle Imprese istituito dalla Legge 82/1994 e dal D.M. 274/1997 per le singole specifiche attività alle lettere c-d-e.

Interventi più complessi che prevedono lo studio di un vero e proprio piano (da integrare al dvr), l’elaborazione di un programma di intervento, l’applicazione di alcuni prodotti attraverso attrezzature specifiche rientrano nelle caratteristiche della ‘’sanificazione’’ e non possono logicamente essere attuate dalle aziende autonomamente.

E’ obbligatoria la sanificazione covid19?

NO; non vi è l’obbligatorietà generale per legge di una sanificazione covid19 preventiva ma ogni operatore deve eseguire una corretta analisi dei rischi interna per definire, sulla base delle normative cogenti nonché la propria struttura interna, la necessità o meno di effettuare una sanificazione preventiva dei propri ambienti. Inoltre è necessario ricordare i riferimenti riportati nel documento promosso dall’ INAIL “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” il quale cita:

Sarebbe opportuno, soprattutto nelle aree geografiche a maggiore endemia o nelle aziende in cui si sono registrati casi sospetti di COVID-19, prevedere, alla riapertura, una sanificazione degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni. In ogni caso va garantita la pulizia giornaliera dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni nonché la sanificazione periodica.

Anche il DPCM del 26 aprile 2020Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro fra il Governo e le parti sociali”, relativamente alla pulizia e sanificazione degli ambienti di cui all’allegato 6 punto 4 fa riferimento alla necessità di assicurare operazioni di pulizia e sanificazione dei locali e degli ambienti e delle postazioni di lavoro, aree comuni e di svago. In particolare:

  • “L’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago.”
  • Nelle aree geografiche a maggiore endemia o nelle aziende in cui si sono registrati casi sospetti di COVID-19, in aggiunta alle normali attività di pulizia, è necessario prevedere, alla riapertura, una sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, ai sensi della circolare 5443 del 22 febbraio 2020.”

In linea esemplificativa riportiamo le indicazioni di base per le attività di pulizia e sanificazione.

ATTENZIONE: queste specifiche devono essere contestualizzate alle realtà aziendale e vanno definite in base al proprio analisi dei rischi.

QUANDOTIPOLOGIASOGGETTIMODALITA’
Prima della riapertura

(aree a maggiore endemia come ad esempio Regione Lombardia o in caso di caso COVID-19 in azienda)

Sanificazione straordinaria dei locali, consistente in:
1. Pulizia approfondita di superfici ed ambientiIn autonomia oppure mediante Imprese di PuliziaCon detergenti
2. Disinfestazione e/o Derattizzazione approfondita degli ambienti (qualora emergano situazioni di infestazione derivanti dalla chiusura delle attività).In autonomia oppure mediante Imprese di Disinfestazione, Derattizzazione e SanificazioneCon PMC/Prodotti Biocidi con azione virucida ed attrezzature dedicate
3. Disinfezione approfondita di superfici, oggetti ed ambienti.
Dopo la riapertura1. Pulizia giornaliera di superfici, oggetti ed ambientiIn autonomia oppure mediante Imprese di PuliziaCon detergenti
2. Sanificazione periodica mediante attività di disinfezione approfondita di superfici, oggetti ed ambienti e disinfestazione/derattizzazione qualora necessariaIn autonomia oppure mediante Imprese di Disinfestazione, Derattizzazione e SanificazioneCon PMC/Prodotti Biocidi autorizzati per l’uso ed azione virucida ed attrezzature dedicate

Con quale frequenza deve essere eseguita una sanificazione?

La periodicità ed il numero degli interventi richiesti, come indicato all’allegato 5 punto 2 del DPCM 10.04.2020, comporta un impegno massiccio e continuo, di carattere eccezionale e temporaneo. Le eventuali società che eseguono questo tipo di attività devono essere regolarmente registrate ed è importante che il richiedente sia a conoscenza dei requisiti di base per poter operare una scelta consapevole e corretta davanti alla moltitudine di improvvisatori.

A sanificazione effettuata si deve compilare una certificazione?

A livello internazionale il termine “certificazione” identifica un processo di controllo rispetto ad uno standard condiviso che termina con il rilascio di un documento ufficiale da parte di un organismo terzo o accreditato allo scopo. In tal senso il rilascio di una qualsiasi certificazione deve rispettare il principio di indipendenza e terzietà, quindi la medesima azienda che esegue una sanificazione non può rilasciare anche la certificazione della stessa. Invece è più ragionevole che ogni azienda che richiede o esegua direttamente un’attività di sanificazione dei propri locali deve darne evidenza oggettiva. In caso di attività esternalizzata deve essere richiesta copia dei documenti di avvenuta sanificazione indicanti almeno i seguenti dati:

  • Ragione sociale e dati generali dell’azienda incaricata
  • Data dell’attività
  • Modalità e locali interessati
  • Prodotti utilizzati
  • Misure di controllo per i possibili residuali
  • Firma del responsabile tecnico che ha eseguito il trattamento

La documentazione dell’evidenza dei trattamenti è da esibirsi in caso di controllo ufficiale da parte degli OdC ufficiali.

Quali sono i prodotti per una buona sanificazione e disinfezione?

In base ai protocolli Ministeriali sul contenimento dell’emergenza COVID (circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020) i prodotti che dovrebbero essere utilizzati come sanificanti devo contenere almeno uno dei seguenti principi attivi:

  • Ipoclorito di Sodio (n.CAS 7681-52-9)
  • Alcool etilico (n.CAS 64-17-5)
  • Perossido di idrogeno (n.CAS 7722-84-1)

Ovviamente nel rispetto delle concentrazioni previste dal produttore.

L’utilizzo di Ozono per la sanificazioni è una buona scelta?

Il Ministero della Salute ha recentemente affermato che: “Non ci sono attualmente evidenze che l’ozono svolga una funzione sterilizzante nei confronti del nuovo coronavirus e che conseguentemente metta al riparo dal contrarre l’infezione”.

In merito a questo punto vi invitiamo a leggere un interessante articolo presente sul portale Normativa Alimentare® che spiega i vantaggi ma anche gli svantaggi dell’utilizzo dell’ozono nei processi di sanificazione covid19.

Quanto dura la permanenza del virus nell’ambiente e/o sugli oggetti.

La resistenza del SARS-Cov2 sulle superfici è molto variabile in virtù della differenza di materiale, l’uso previsto e la capacità o meno di essere efficacemente sanificato. Normalmente i virus, non essendo organismi viventi e quindi non avendo attività biologiche di base, riescono a sopravvivere sulle superfici come ad esempio piani di lavoro, asfalto, metalli anche per diversi giorni. Tale condizione viene agevolata dalla presenza di uno strato lipo-proteico esterno che aumenta la loro protezione verso agenti chimici e raggi UV. Anche lo sporco, il grasso ed il materiale normalmente presente nell’ambiente favoriscono un effetto protettivo verso il virus. Tuttavia la trasmissibilità del virus attraverso gli oggetti è remota. I tempi di medi di sopravvivenza variano da qualche ora a pochi giorni laddove le superfici rimangano completamente protette o non vengano esposte a pulizia, disinfezione o a fenomeni naturali come i raggi UV o intemperie. Di seguito si riportano i tempi medi di sopravvivenza sui prodotti più comuni:

CAPACITA’ INFETTIVATEMPO IN ORE
SUPERFICI IN RAME
Dimezzamento rispetto alla massima virulenza< 2
Annullamento totale 4
CARTONI DA IMBALLAGGIO
Dimezzamento rispetto alla massima virulenza5
Annullamento totale24
SUPERFICI IN ACCIAIO AISI
Dimezzamento rispetto alla massima virulenza6
Annullamento totale48
MATERIALE PLASTICO
Dimezzamento rispetto alla massima virulenza7
Annullamento totale72
SOSPENSIONE AEREA (ambienti chiusi e assenza di persone)
Dimezzamento rispetto alla massima virulenza1
Annullamento totale3

E’ possibile leggere l’articolo completo sulla persistenza del covid-19 sulle superfici e resistenza ai processi si sanificazione, al presente link.

Un magazzino o un esercizio commerciale chiusi da mesi necessitano all’apertura di una sanificazione o altro?

Come già evidenziato nel precedente quesito la sanificazione NON è obbligatoria in linea generale ma le linee guida nazionali ne consigliano l’effettuazione soprattutto ai fini di una bonifica preventiva dei locali. Il fatto che l’attività sia stata “chiusa” a seguito delle procedure di lockdown, ed in considerazione del fatto che il virus ha un tempo di inattivazione mediamente inferiore al periodo stesso di chiusura, l’Osa potrebbe anche non effettuare la sanificazione ma deve necessariamente effettuare pulizie straordinarie secondo un protocollo interno basato sull’analisi del rischio. Tale protocollo deve essere formalizzato.

Le bevande fornite al dettaglio dovranno essere servite in contenitori usa e getta?

NO, come già definito nei quesiti precedenti, i materiali a contatto alimentare non rappresentano un substrato che aumenta la crescita del virus. Per altro i materiali convenzionali come ad esempio le tazzine da caffè, se sottoposte ai processi generali e periodici di pulizia e lavaggio, sono esenti dalla presenza del virus. Questo però non è sempre vero in quanto il contatto diretto fra operatore e contenitore può portare ad una contaminazione della tazzina stessa. In questo caso le attività di limitazione della diffusione del Sars-Cov2, come ad esempio l’utilizzo di guanti o il lavaggio delle mani prima del contatto con i materiali, rappresentano il miglior sistema di prevenzione in tal senso.

Cosa devono fare le aziende per una corretta ripartenza?

Anche in questo caso il nostro invito è a leggere il seguente articolo “Linee guida covid-19 per le aziende alimentari – seconda parte”, pubblicato sul nostro portale.

Ci sono delle linee guida per i processi di sanificazione?

Si, l’Istituto Superiore della Sanità ha messo a disposizione una specifica Linea Guida che fornisce le principali indicazioni operative al fine di garantire l’igiene di alimenti e dei materiali a contatto alimentare durante le attività di produzione e commercializzazione.

La Linea Guida dell’ISS specifica una serie di attività preventive, da considerare nell’ottica delle GHP aziendali e volte al concetto di prevenzione della contaminazione, come ad esempio l’astensione dal luogo di lavoro per soggetti che mostrino sintomi di malattia, l’applicazione di scrupolose procedure di pulizia e igienizzazione e un’adeguata aerazione naturale. Inoltre ma questo aspetto è ormai noto, si rendono obbligatori appositi sistemi per la sanificazione della mani, distanziatori e/o separatori se le distanze minime sono inferiori a 1m e l’utilizzo di mascherine in caso di presenza di persone. Un ulteriore fonte di informazione attendibile sono le linee guida regionali, fra le quali segnaliamo quelle della Regione Piemonte per la ripartenza in sicurezza.

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