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ENERGIE RINNOVABILI E IL DECRETO 231/2001

 In News

Un nuovo sistema di fare economia ma con quali rischi?

Lo scenario ed il mercato delle energie rinnovabili, sia in Italia che in Europa, è composto da una pluralità di società eterogenee, soprattutto in termini di obiettivi imprenditoriali e assetti societari. Nella maggior parte dei casi si tratta di gruppi in cui operano una pluralità di società coordinate da una “capofila” e che annoverano impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili o sistemi/brevetti di produzione.

Una struttura aziendale apparentemente semplice e titolare di un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili, non deve però trarre in inganno perché la sua attività si integra e si alimenta del contributo di altre società del gruppo o di fornitori di servizi e partner esterni che potrebbero ipoteticamente commettere reati presupposto rilevanti ai sensi del d.lgs. 231/2001 nel suo interesse o a suo vantaggio. In risposta a questa condizione emerge la necessità di concepire dei modelli di organizzazione, gestione e controllo volti alla prevenzione di reati del tutto “peculiari”, dove per altro deve emergere la corretta impostazione di una rete di relazioni e contratti infra-gruppo tra le società e partner.

In questo scenario possono aiutare alcuni standard di certificazione volontari come la norma ISO 9001 o ancora BRCGS e IFS che definiscono chiare responsabilità fra le parti.

Proprio i contratti tra le parti dovranno prevedere l’impegno ad osservare determinate regole di condotta nella conduzione delle attività al fine di minimizzare il rischio di commissione di illeciti. I contratti dovrebbero quindi prevedere anche delle sanzioni contrattuali (quindi clausole risolutive espresse e penali) e i modelli dovranno prevedere, per quanto possibile, dei sistemi di controllo circa l’effettiva osservanza delle prescrizioni 231 da parte dei fornitori di servizi.

Oggi lo sviluppo delle energie rinnovabili (c.d. FER) rappresenta sicuramente un’importante opportunità economica, sociale e ambientale a livello sia italiano sia europeo, tuttavia parallelamente si prospettano rischi di esposizione verso problematiche di natura penale e conseguenti responsabilità e sanzioni previste dal d.lgs. 231/2001.

Lo sviluppo di sistemi per le energie rinnovabili legati all’attuazione della Direttiva PIF, deve quindi crescere parallelamente al concetto di prevenzione verso questi rischi, i quali, se commessi da soggetti in posizione apicale a vantaggio o nell’interesse della società, rientrano nel campo di applicabilità del d. lgs. 231/2001.

Quali sono le sanzioni?

All’esito del un eventuale processo che si concluda con la sentenza di condanna della società per responsabilità amministrativa ex d.lgs. 231/2001, si applicheranno a carico della stessa alcune specifiche sanzioni, di tipo pecuniario oppure interdittivo.

Se il profitto conseguito è di rilevante entità, o è derivato un danno di particolare gravità, la sanzione pecuniaria va da un minimo di duecento ad un massimo di seicento quote. Ne consegue che, a titolo esemplificativo, applicando dei valori indicativamente medi, la sanzione pecuniaria può ammontare a cifre quali Euro 300.000,00 (valore quota Euro 1.000,00; numero quote 300).

A ciò si aggiungono anche le sanzioni interdittive quali il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi e l’eventuale revoca di quelli già concessi, il divieto di pubblicizzare beni o servizi.

Vediamo da subito che le sanzioni interdittive hanno conseguenze ben più gravose rispetto a quelle determinate dalle sanzioni pecuniarie.

Come sviluppare un sistema ed un mercato delle energie rinnovabili, in modo responsabile

Creando un Modello efficace basato sul risk assessment e che prenda in esame almeno i seguenti elementi:

  • le aree a rischio reato
  • i processi «sensibili», all’interno di ciascuna area
  • le funzioni aziendali coinvolte
  • i presidi di controllo esistenti
  • le procedure di gestione
  • il sistema di deleghe interne e procure
  • la formazione delle risorse

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