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CORONAVIRUS E ALIMENTIChe correlazione c'è fra coronavirus e alimenti? Le FAQ del BfR tedesco

In questi giorni non è la sicurezza alimentare bensì il Coronavirus ad essere al centro dell’attenzione. L’epidemia di COVID-19, che interessa ormai i Paesi di tutto il mondo, è ancora sotto la lente di ingrandimento di scienziati e studiosi, che stanno cercando di comprendere le modalità di trasmissione e di contagio, la mortalità, la diffusione, ecc.

Ma cosa sappiamo della correlazione fra questo virus e gli alimenti?

Il BfR tedesco ha pubblicato, in data 24 febbraio 2020, una serie di Domande Frequenti (FAQ) relative al coronavirus e alla sua potenziale diffusione attraverso alimenti e giocattoli. Data l’alta diffusione del virus in Cina e in Europa, i cittadini tedeschi hanno chiesto all’autorevole istituto BfR (German Federal Institute for Risk Assessment) se sia possibile la trasmissione del Coronavirus tramite alimenti contaminati o altri oggetti, soprattutto qualora importati da altri Paesi (es. acquisti online da paesi asiatici).

Di seguito si riportano le risposte che il BfR ha pubblicato in merito alle domande più frequenti.

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Cosa sappiamo della sindrome respiratoria correlata al virus?

È necessario comprendere che le modalità di trasmissione del Coronavirus sono ancora sottoposte a studi e che le conoscenze del mondo medico sono, per lo più, ad oggi limitate. Tuttavia, studi precedenti eseguiti su altri coronavirus hanno mostrato come il target del virus negli umani sia l’apparato respiratorio. Alcuni di questi coronavirus causano per lo più raffreddori, ma vi sono stati casi, come quelli associati alla SARS, che hanno portato a disordini gravi del tratto respiratorio.

Come si trasmette il virus?

Il metodo di trasmissione più diffuso è, senza dubbio, quello legato all’emissione del virus tramite secrezioni delle vie respiratorie, goccioline o droplets. Un soggetto sano può inalare goccioline, emesse direttamente da una persona infetta o che si sono depositate su oggetti o superfici. In quest’ultimo caso, la trasmissione avviene tramite contatto di mucose di naso, occhi e bocca da parte di mani che, a causa del contatto con oggetti/superfici, sono potenzialmente infette.

Per questa ragione, l’igiene delle mani è uno dei punti cruciali delle regole per controllare il virus.

Ci sono altre possibili vie di trasmissione?

Il BfR afferma che attualmente non ci sono stati casi che abbiano mostrato prove di trasmissione del virus attraverso il consumo di alimenti o giocattoli. Questo, tuttavia, fermo restando quanto affermato prima relativamente al contatto con superfici che siano contaminate da “goccioline infette”. Il BfR aggiunge anche che, tuttavia, questo tipo di contaminazione accade se il contatto avviene in breve periodo, data la bassa stabilità del coronavirus nell’ambiente.

Il Coronavirus può sopravvivere e rimanere attivo su superfici asciutte al di fuori di organismi umani o animali?

La stabilità dei coronavirus nell’ambiente è legata a diversi fattori, quali la temperatura, l’umidità, la quantità di virus e le specificità del ceppo. In generale, il BfR riporta che il virus non è molto stabile su superfici asciutte. L’inattivazione del virus in tali condizioni può avvenire entro un periodo che va da poche ore a diversi giorni.

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È possibile che beni importati da paesi contagiati siano fonte di contagio da coronavirus?

Anche sulla base di quanto affermato nelle precedenti risposte, il BfR dichiara che sia improbabile la contaminazione da Coronavirus dovuta all’acquisto di prodotti importati. Stando alle conoscenze attuali, quindi, giocattoli, strumenti, computer, vestiti, scarpe, ecc. non sembrano essere fonti di contagio. Tuttavia, il BfR si premura di inoltrare il link a due studi eseguiti per la valutazione della persistenza del Coronavirus.

Come possiamo proteggerci dall’essere colpiti dal virus attraverso alimenti e imballaggi?

Anche se è poco probabile che il virus si trasmetta tramite alimenti contaminati o prodotti importati, le regole igieniche generali quotidiane, quali il lavaggio delle mani regolare e le regole igieniche di preparazione degli alimenti dovrebbero essere sempre osservate durante la manipolazione degli alimenti.

Dato che i virus sono sensibili al calore, il rischio di infezione può essere ulteriormente ridotto con il riscaldamento degli alimenti. Come ulteriore approfondimento relativo a queste due ultime domande, è giusto precisare che solitamente i virus che causano malattie respiratorie non si trasmettono per via alimentare. Il dubbio, tuttavia, nasce dal collegamento fra il primo focolaio cinese nel mercato di Wuhan e da uno studio, ripreso da molti organi d’informazione nelle ultime settimane, che ha stabilito che il virus può rimanere attivo “fino a nove giorni”.

Purtroppo non esistono ancora dati certi su quanto persista il virus nell’ambiente e, soprattutto, sulle superfici. Studi pubblicati relativi ad altri tipi di coronavirus mostrano una persistenza su guanti e camici nell’ordine di ore. Di contro, uno studio preliminare appena diffuso segnala la presenza di Sars-CoV-2 nelle feci di alcuni pazienti e, quindi, non è possibile escludere la trasmissione alimentare, anche se si tratterebbe di un caso eccezionale.

Quali precauzioni si possono prendere?

L’Oms, in un rapporto recentemente pubblicato, raccomanda comunque, in via precauzionale, di evitare il consumo di alimenti crudi o poco cotti di origine animale – carne, pesce, latte, uova – e di manipolarli con attenzione, al fine di evitare la contaminazione crociata con altri alimenti. Questo significa che è importante, ancora più di prima, tenere separati gli alimenti cotti da quelli crudi durante la conservazione: in frigorifero, la verdura deve restare nel suo cassetto, carne e pesce crudi in contenitori appositi e gli alimenti cotti in recipienti coperti. Senza dimenticare di lavare accuratamente le mani prima e dopo la preparazione e di usare utensili diversi per i vari alimenti. In pratica, basta seguire le normali regole di igiene e sicurezza per la prevenzione delle infezioni trasmissibili con gli alimenti, come per Salmonella e Listeria.

La cottura assicura la completa distruzione del virus?

Si, sempre l’OMS ci informa che i coronavirus sono sensibili alle normali condizioni di cottura e sono inattivati una volta raggiunti i 70°C.

E nel frigorifero?

In frigorifero i virus sono in grado di resistere anche per qualche giorno senza però moltiplicarsi, come, ad esempio, Listeria. Questo perché hanno bisogno di entrare nelle nostre cellule per replicarsi. In condizioni di congelamento (-20°C), invece, i virus resistono molto bene e hanno dimostrato di essere in grado di sopravvivere fino a due anni. In entrambi i casi, la successiva cottura completa degli alimenti elimina i virus.

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Cosa fare con la frutta e la verdura?

Frutta e verdura hanno strutture superficiali che rendono più complicata la persistenza dei microrganismi. È comunque raccomandabile un lavaggio accurato. Il virus dovrebbe comunque perdere vitalità considerando che il cibo crudo non viene consumato subito dopo la raccolta o la produzione.

In definitiva, anche se per il momento non ci sono prove che il nuovo coronavirus possa essere trasmesso dal cibo, è consigliabile prendere qualche precauzione tra cui:

  • cuocere accuratamente il cibo di origine animale,
  • fare attenzione alle contaminazioni crociate tra alimenti crudi e cotti,
  • lavare accuratamente frutta e verdura
  • lavare spesso le mani nel modo corretto, seguendo le linee guida pubblicate.

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Jasmine Bianchini

MV Consulting S.r.l.

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