SUPPORTO LEGALE INTERNAZIONALEStudio e conoscenza delle normative internazionali in ambito agroalimentare.

Il processo di esportazione degli alimenti nei paesi esteri rappresenta una delle attività più complesse del panorama alimentare. La burocrazia ma anche gli aspetti legati ai controlli dogali rappresentano spesso un vincolo importante per i produttori che vogliono proporre i propri prodotti anche fuori dai confini nazionali.

La conoscenza del mercato di riferimento e delle procedura di esportazione sono aspetti che necessitano di una attenta pianificazione al fine di per ottenere dei risultati concreti per non vanificare gli sforzi. Oltre allo studio del prodotto stesso e del mercato, è fondamentale lo studio e conoscenza delle normative internazionali in ambito agroalimentare, con focus sui paesi di destinazione in termini di regolamenti igienico – sanitari, standard qualitativi richiesti ai prodotti e ai produttori e soprattutto la presentazione delle informazioni al consumatore ovvero la normativa inerente l’etichettatura dei prodotti.

Se consideriamo il mercati commerciali extra UE, ogni mercato prevede una propria legislazione in materia di importazione, con specifici requisiti: lo stesso identico prodotto può essere accolto in un paese e respinto in un altro oppure essere soggetto a controlli approfonditi come analisi di laboratorio, ispezioni del sito di produzione o richiesta obbligatoria di certificazioni rilasciate da enti e autorità del paese di destinazione prima di poter essere ammesso e venduto.

Se si vuole esportare prodotti agroalimentari verso paesi appartenenti all’Unione Europea le procedure sono molto più snelle e veloci rispetto a quelle per i paesi extra UE grazie agli accordi commerciali stipulati fra i paesi membri (per i paesi UE infatti non si parla più di esportazioni ma di scambi). Questo aspetto invece non si applica ai mercati extra Ue ad eccezione di quello USA, Canada e alcuni altri dove le regole del libero scambio hanno permesso di semplificare i processi.

Inoltre le normative che regolano i processi di import-export, sono soggette a frequenti modifiche ed integrazioni, contribuendo ad aumentare il rischio di inadempienza e quindi di sanzioni amministrative a volte anche molto pesanti o al blocco dei prodotti alle dogane.

In generale però l’elemento che accomuna i principi dello scambio di merci alimenti internazionali sono i principi del Codex Alimentarius, un insieme di regole e direttive create nel 1963 da una commissione guidata dalla FAO e dalla OMS, volte a tutelare la sicurezza dei consumatori e assicurare la correttezza degli scambi internazionali di prodotti alimentari. Sul Codex Alimenstarius sono basati i principi HACCP (Hazard-Analisys and Critical Control Points) e da qui tutta una serie di direttive specifiche per la tutela degli alimenti. Redatto su basi scientifiche, prevede l’applicazione di un protocollo (adozione di una serie di processi) volto ad analizzare i rischi ed i pericoli che possono verificarsi in ogni fase della filiera agroalimentare, soprattutto in materia di corretta conservazione e prevenzione di contaminazioni (fisiche, chimiche e biologiche).

Oltre a questi requisiti fondamentali possono essere previsti regolamenti aggiuntivi da rispettare in ogni paese di destinazione delle merci, ad esempio negli USA bisogna essere in linea con le direttive dell’USDA (United states Department of Agricolture) o della FDA (Food and Drug Administration), enti governativi che legiferano su tutto il settore agroalimentare e che hanno sviluppato regolamenti specifici per i prodotti di importazione, stabilendo procedure da seguire e controlli da effettuare sui prodotti e sui produttori.

Altri importanti strumenti normativi che regolamentano il settore degli scambi internazionali delle derrate alimentari sono gli standard internazionali stabiliti dalla ISO (International Organization for Standardization), la più importante organizzazione internazionale per la definizione di norme e procedure tecniche, che si occupa di definire requisiti standard per tutti i paesi, che singolarmente recepiscono le direttive ISO e le elaborano per emettere le leggi.

Nonostante le difficoltà il fenomeno delle esportazioni dei prodotti alimentari e soprattutto l’export italiano, è in constante crescita negli ultimi anni grazie al maggior interesse delle aziende nostrane verso i mercati extra UE, che sono i più difficili in cui insinuarsi ma che rappresentano anche le opportunità più grandi in termini di quantità di potenziali clienti e quindi volumi di merci; le destinazioni che segnano gli aumenti più significativi sono i mercati americani (in particolare USA, Canada, Brasile e Cile), Medio Oriente, Nord Africa, India e Cina (tramite Hong-Kong).

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